Baciami come un Indiano

PDA (We Just Don’t Care) di John Legend è il titolo di una delle mie canzoni preferite. PDA (Public Display of Affection) è un’abbreviazione inglese per indicare le effusioni in pubblico, e può comprendere il tenersi la mano, abbracciarsi, baciarsi ma anche spingersi più in là.

Nel video musicale vediamo due coppie baciarsi per la città di Rio De Janeiro in Brasile, seguendo le note di “We just don’t care”, ovvero “Non ci importa” di quello che facciamo, dove ci baciamo, ecc, ecc…

Ma davvero a tutti non importa?

I baci, gli abbracci, le carezze e la sessualità in generale sono atti culturali e come tali non vengono universalmente praticati alla stessa maniera. Sono gesti “incorporati”, cioè qualcosa che ho fatto mio, lo esprimo con il mio corpo, ma a dir la verità è frutto della società di appartenenza.

Per una coppia mista, multiculturale, binazionale o come volete chiamarla, questo aspetto è da tenere assolutamente in considerazione, per evitare un insieme di fraintendimenti e aspettative mancate.

Come i miei lettori più affezionati sanno, il mio compagno è Indiano e siamo stati una coppia in India, per la precisione a Mumbai. Ed essere una coppia lì, non è proprio uguale ad esserlo a Milano (italia) oppure in Canada, dove viviamo ora. 

Per la settimana di San Valentino, la famosa festa che celebra l’amore, ho deciso infatti di osare un po’ e toccare un argomento che potrebbe essere delicato ma il mio oroscopo di questa settimana mi diceva proprio di “parlare d’amore in modo approfondito, audace e fantasioso”, ed io ho voluto proprio dargli ascolto.

Oroscopo pubblicato su Internazionale, scritto da Rob Brezsny.

Questa storia infatti la farò girare attorno a queste tre domande:

  1. Cosa vuol dire essere una coppia in India? 
  2. In India ci si può baciare in pubblico?
  3. Che cosa si porta dietro un Indiano/a di tutto ciò quando però vive all’estero?

(Nota personale: L’India non è una ma tante. Quello che pubblico sul mio blog sono storie e non articoli, perché sono strettamente legate alla mia esperienza personale, e spero che vengano accettate come tali: è la mia storia e quella di Shreyank, la nostra esperienza). 

Iniziamo: 

  1. COSA VUOL DIRE ESSERE UNA COPPIA IN INDIA?

Il paese del Kamasutra e del sesso tantrico, oh mia cara India, cos’è davvero rimasto di questa filosofia della sessualità nella società Indiana moderna? A dir la verità, ben poco! 

In India infatti, avere una ragazzo/a è una novità, un atto moderno e, passatemela, rivoluzionario. Diciamolo subito: alcuni non possono neanche immaginarselo. Io ho fatto esperienza di una grande città come Mumbai, e non posso parlare per ciò che succede altrove, ad esempio nell’India rurale, però le persone con le quali ho avuto a che fare appartenevano a classi sociali ben differenti, e qualche tratto in comune penso di averlo trovato. 

In India questo matrimonio s’ha da fare, ci si deve sposare, prima o poi. E ci sono ben due strade che ti portano al grande sì: il matrimonio combinato e il matrimonio d’amore.

Ora non voglio entrare in merito a questioni più spiacevoli, legate alla forzatura e alla mancanza di diritti, quando parlerò di matrimonio combinato in questo blog sarà inteso nella sua nuova veste più libera e democratica, dove il futuro sposo/a ha effettivamente voce in capitolo. 

Comunque, questa non è una storia sul matrimonio in India (ne scriverò sicuramente in futuro) ma su ciò che in teoria precede il matrimonio d’amore. 

Ah sì, cosa dicevo prima? Avere un fidanzato/a in India è un gesto rivoluzionario? Ho già cambiato idea! 🙂  Per la maggior parte dei casi, il ragazzo/a verrà tenuto a lungo all’oscuro dalla propria famiglia, fin quando questa non dirà “Shaadee” ovvero “matrimonio” e tu troverai il coraggio di presentarlo/a in famiglia. Se è della stessa casta e religione, puoi stare quasi tranquillo, se una delle due non combacia, un po’ te la devi combattere, e lì devi mostrare lo spirito di cui parlavamo prima, quello rivoluzionario.

Abbiamo introdotto qui un concetto fondamentale, forse il più importante per poter descrivere cosa significhi essere fidanzati in india: all’oscuro

(Non ci posso credere che ho usato tutte queste parole solo per l’introduzione ma benvenuti in India!)

Una coppia qui vive principalmente all’oscuro, di nascosto: dai genitori, dalla luce, dalle responsabilità e tradizioni. Se riesci a farlo quindi e a non farti venire un attacco di cuore per la pressione da sostenere, fai cose che anche noi nati da questa parte del mondo conosciamo: le passeggiate, prendersi un chai insieme, magari conosci anche qualche amico, il cinema, ecc, ecc.

Dai, io non ho chissà che esperienza in campo amoroso ma lo sapete che poi c’è altro, e quindi passiamo alla seconda domanda.

Foto scattata a Marine Drive, Mumbai, Dicembre 2017. Io e Shreyank nell’oscurità.

2. IN INDIA CI SI PUO’ BACIARE IN PUBBLICO?

Sì e no. Forse più no che sì.

Iniziamo a vederlo dal punto di vista legale. Nel Codice Penale Indiano (sezione 294) si parla di sanzioni per atti osceni, ma senza nessun esplicito riferimento all’illegalità del bacio.

Qua cito l’articolo:

Chiunque, per il fastidio degli altri;

(a) compie atti osceni in un luogo pubblico, o

(b) Canta, recita o pronuncia qualsiasi canzone, ballata o parola oscena, in o vicino a qualsiasi luogo pubblico, sarà punito con la reclusione di una delle due descrizioni per un periodo che può estendersi a tre mesi, o con la multa, o con entrambi.

L’amara verità è che molti poliziotti e giudici, si avvalgono di questo articolo per punire il bacio in pubblico. E per via di questa paura, si preferisce non farlo, insomma evitarlo, ma non è illegale.

A Mumbai, c’è uno dei miei luoghi preferiti al mondo, ovvero Marine Drive, il lungo mare. Guardare un tramonto là è un’esperienza unica per via dello skyline e dell’atmosfera romantica ma anche perché ci trovi uno spaccato di società indiana. Lì ci puoi trovare di tutto.

Copertina del libro “Humans of Bombay” – due ragazze a Marine Drive.

Non a caso, è uno dei luoghi preferiti dalle coppie della città: sono lì, uno accanto all’altro, e mano a mano che il sole tramonta, la coppia inizia ad avvicinarci. Molti si avvicinano di più al livello del mare per non farsi vedere, è rischioso, ma lo fanno per baciarsi. 

Tutta questa atmosfera romantica poi viene improvvisamente uccisa dal fischietto del poliziotto di turno, che non appena fa buio inizia ad allontanare le persone dalla zona, le coppie in primis.

Aaah! “La più grande democrazia al mondo”. Un po’ sorrido quando leggo questo slogan indiano!

In India allora, un bacio può ancora essere considerato “atto osceno” per ragioni giuridiche, ma anche strettamente morali. Tenersi la mano, devo dire non è un grande problema, però come abbiamo imparato fin qua, meglio evitare.

Se chiedi ad un giovane indiano se ha mai visto i suoi genitori baciarsi, la risposta potrebbe sorprenderti. Non ho dati alla mano ma almeno l’80% delle volte ti risponderanno di no. L’amore romantico di baci e carezze infatti non si impara nelle case ma su internet, nella cultura dei film di Bollywood, mediatrice e introduttrice del concetto di matrimonio d’amore in India. Bollywood infatti è maestra nell’assimilare ciò che è esterno e ridarlo in India sotto forma di cultura popolare. 

3. CHE COSA QUINDI “INCORPORA” UN INDIANO/A?

Il corpo: che parola!

In India è una parola molto forte. La fisicità e la nudità per un indiano/a sono sfere del privato, sono parole quasi tabù. E mi dispiace complicarvi questo racconto già difficile e prolisso, ma anche l’idea di privato in India non è facile da definire.

L’India ha più di 1 miliardo dei 7 miliardi di abitanti al mondo, e trovare degli spazi dove praticare la sessualità è un privilegio di cui solo chi se lo può permettere (economicamente per lo più) può avvalersene. 

La sessualità ha quindi un costo, è strettamente legata al contesto culturale e sociale di provenienza della singola persona, e dipende dal grado di esposizione che ha avuto a modelli differenti.

L’India ad esempio, ha delle spiagge bellissime ma non le vedrai mai piene di indiani in costume che si godono una giornata al mare. Qualcuno sì. Sicuramente non vedrai molte ragazze, forse nessuna, almeno non in costume.

Spiaggia a Goa, meta tanto amata dalla cultura hippie. Luglio 2017.

Perché? Non è vietato per legge, ma è una teoria che vive sulla loro pelle o comunque negli occhi di chi è venuto prima di loro.  

Ad Ottobre 2018 Shreyank, il mio compagno, è stato un mese in Italia, e siamo andati insieme a Firenze alla mostra dell’artista Marina Abramovic, conosciuta per le sue performace molto forti e corporali. Per entrare alla mostra, bisognava passare in mezzo a due corpi nudi, uno di sesso femminile e l’altro maschile. Ai tempi, io mi credevo una grande conoscitrice dell’India ma a dir la verità non ci capivo nulla, e a distanza di tempo mi rimprovero un po’ per averlo messo in questa situazione anche se inaspettata. Shreyank voleva impressionarmi e l’ha fatto senza problemi ma ancora oggi mi prende in giro per quella esperienza.

Scusate, ma dopo tutto quello che avete letto, immaginate la faccia del mio ragazzo mentre passa quella porta.

Se siete in una coppia mista ad esempio, oppure ne conoscete una, saprete che per la maggior parte di loro l’espressione “il mio/a compagno/a non mi bacia in pubblico” è la norma. Ovviamente dipende molto dal contesto di provenienza (è molto comune tra chi ha un compagno/a di origini arabe ad esempio), e certo, anche dalle caratteristiche personali.

Al di fuori del loro contesto allora, all’estero, non è facile essere altro, molti di loro non vogliono semplicemente esserlo, altri invece sì ma impiegano tempo per farlo.

Il nostro corpo riflette la nostra cultura di appartenenza, la nostra educazione e il nostro vissuto ma è anche vero che la cultura non è nulla se non quello che l’essere umano fa per affrontare la vita, perciò può modificarsi.

Tutto questo discorso (ben detto “pippone”) me lo sono fatta in testa quando io e Shreyank passeggiavamo lungo in lago Ontario, qui a Toronto e non più a Mumbai o in una mostra a Firenze. Ho provato a baciarlo ma si è allontanato imbarazzato, anche qui, ancora, a km di distanza dalle nostre case. Mi sono arrabbiata, sì, ho provato la stessa frustrazione che provavo a Mumbai, non proprio. Ora abbiamo una vita insieme, un privato che può finalmente essere tale.

Povero Shreyank, questo è quello che succede ad uscire con una con la passione per le scienze sociali! 

Io che metto a disagio Shreyank anche qui a Toronto.

Buon San Valentino a tutti quelli che amano!

Potrei andare avanti a scrivere all’infinito. Vorrei approffondire diversi aspetti ma direi che come inizio può andare. Le mie sono storie ed esperienze personali, non esprimo giudizi ma al massimo qualche battuta ce la facciamo, sulla mia e sulla sua cultura.

Come sempre, grazie per il vostro tempo, aspetto i vostri commenti!

4 commenti su “Baciami come un Indiano”

  1. Mai avremmo immaginato cosa può stare dietro a gesti per noi tanto semplici. Continua a raccontare e a illuminarci. Culture diverse vi mettono alla prova anche in questo campo, ma sono certa che funzionerete e troverete la giusta strada anche qui, siete così belli e speciali.

    1. Ci vuole tanta pazienza! In una coppia mista è fondamentale il rispetto e la comprensione della cultura di appartenenza del compagno/a: come sai io amo l’India e Shreyank rispetta e adora l’italia e le mie radici (brasiliane), questo fa tanto! Grazie mille <3

  2. Praticamente io verrei arrestato continuamente in base al codice penale indiano, e non per lo stesso comma che tu hai citato nella tua storia, ma per il secondo 😂
    Ciao Yasmin, mi fa piacere sapere che stai bene e leggere le tue storie! Continua così 💪💪

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