Shraddha: una studentessa indiana in Italia

Indian Students in Italy

Shraddha studia Biologia Molecolare e Genetica all’Università di Pavia (Italia). Viene da Karwar, un paese nel Sud dell’India, nel Karnataka e vive in Italia da circa un anno e mezzo.

Ho avuto il piacere di parlare con lei e sentire la sua esperienza come studentessa indiana in Italia, per conoscere una prospettiva esterna sull’Università italiana.

Iniziamo:

UNIVERSITA’

Shraddha, ma come mai hai deciso di studiare in Italia?

A dir la verità mi sono concentrata più sul corso che sul paese. Volevo fare un corso di laurea magistrale che si focalizzasse più sulla ricerca e sul laboratorio, ed ho trovato il corso offerto dall’Università di Pavia.

E come ti trovi? Cosa ne pensi dell’Università italiana?

Mi piace poter scegliere gli esami e poterli rifare. Riesco ad avere un contatto ravvicinato con i professori, e capire davvero come lavorano. In India solitamente si fa quello che dice il professore e basta. Pensa che abbiamo un gruppo Whatsapp e gli studenti italiani discutono sempre sulle varie date degli esami, mentre gli studenti internazionali sono lì in silenzio perché non sono abituati a tutto questo.

Non posso davvero parlare dell’esperienza in università perché ho seguito la maggior parte delle lezioni online (per via della pandemia), ma mi piace come fanno gli esami (ovviamente dipende dai professori): non ti chiedono semplicemente di memorizzare quello che hanno detto ma vogliono vedere se abbiamo capito i concetti chiave.

Università di Pavia.

Cosa ne pensi delle opportunità che offre la tua università? Penso all’Erasmus, al tirocinio…

Nel mio corso trovare un tirocinio (che dura 1 anno e mezzo) è molto competitivo e consiglio di trovarne uno già dall’inizio del semestre. Io ho deciso di farlo nel laboratorio dell’Università. So che ci sono tante opportunità Erasmus, ma non ho fatto la domanda, forse la farò alla fine dei corsi…

Ed in che lingua studi?

Studio in inglese. Il mio corso è in inglese.

Pavia.

Non so parlare italiano anche se sono qua da più di un anno. Se so l’argomento della conversazione, capisco il 60%. E tutte le persone italiane che conosco parlano in inglese, perciò non c’è mai stato un momento nel quale dovevo davvero sforzarmi. Avrei dovuto farlo.

Argomento noioso ma nel mio blog voglio raccontare l’immigrazione per quello che è: parliamo di…

VISTI

Che visto ti serve per studiare in Italia? E quanto dura?

Il visto di studio Schengen. In Italia è solo per un anno ma il mio corso è di due anni. Funziona così: devi arrivare in Italia e fare la domanda di permesso di soggiorno, durante la prima settimana. E questo permesso dura quanto la mia assicurazione, quindi un anno. Quando scade l’assicurazione, scade il permesso di soggiorno, quindi poi devo rinnovare il mio permesso e non il visto.

È stato difficile ottenere il permesso di soggiorno?

(Alza gli occhi al cielo!)

Arrivata in Italia devi andare in posta e prendere il kit di documenti per fare la domanda per il permesso di soggiorno. Il modulo è di 10 pagine e ti chiedono altri 15 documenti, che poi mandano in questura. Devo aspettare di essere chiamata dalla questura per dare le impronte digitali, e poi devo aspettare altri due mesi per avere il permesso effettivo.

Sono arrivata in Italia ad Ottobre 2019 e mi hanno dato il mio primo permesso di soggiorno ad Agosto 2020. Il mio permesso di soggiorno è scaduto a Dicembre 2020 e l’ho dovuto rinnovare un mese prima della scadenza. Per il rinnovo devo ridare le impronte digitali ma ho l’appuntamento a settembre 2021, speriamo di aver già finito la magistrale per quella data! Quindi al momento non ho nè visto, nè permesso di soggiorno. Ho la prova che ho fatto la richiesta del rinnovo…

In che lingua sono i moduli alla questura?

I documenti sono in Italiano ma ti danno la traduzione in inglese da leggere.

Karwar, casa di Shraddha.

Invece, per il visto Schengen? Hai fatto un esame di lingua?

Non mi hanno chiesto nessuna certificazione di lingua, almeno non per il mio corso. Ovviamente devi dimostrare di avere soldi in banca (non meno € 448.52 al mese/anno accademico), ed hanno voluto tutti i documenti della mia carriera scolastica (diplomi e laurea). Tra l’altro, in originale. 

Dove hai fatto richiesta?

Al consolato italiano a Mumbai dato che sono del Sud dell’India. Devi andare lì e consegnare tutti i documenti. C’è uno step che si chiama “Pre-Enrollment” (Pre-Iscrizione) dove ti chiedono:

“perché vuoi andare in Italia?”, “perché hai scelto questo corso?”, “oh, vedo che alla triennale hai studiato “nanotechnology”, cosa ti ricordi di questo corso?”.

Io non mi ricordavo nulla ed ho pensato:

“ecco, così è come non ottengo il visto!”.

Dal consolato contattano anche il coordinatore del corso in Italia per confermare la mia richiesta di iscrizione. E ti dicono se i tuoi documenti vanno bene o no.

Poi, devi andare all’agenzia VFS e fare la richiesta effettiva per il visto. Ho dovuto aspettare 3 mesi.

Sai se ci sono delle opportunità concrete di rimanere in Italia una volta che il visto studentesco è finito?

Quando il tuo permesso finisce, devi lasciare il paese ma nulla ti vieta di cercare lavoro oppure fare la domanda per il dottorato di ricerca mentre sei ancora in Italia.

Pavia, il Ticino.

Mi hai parlato spesso dell’importanza dell’assicurazione, me ne parli?

Ho ottenuto l’assicurazione tramite l’ASL, hai l’opzione di farne una con il medico di base incluso o senza. Il costo è di circa 150 euro, e dura per tutto l’anno solare.

Quanto è costato il tuo visto? 

Circa 10.000 INR (circa 110 euro), so che il prezzo è aumentato ora per colpa della pandemia. I costi maggiori sono quelli aggiuntivi.

Se vuoi fare richiesta per il visto per l’Italia, inizia subito, almeno 6 o 7 mesi prima e preparati ad essere molto paziente.

So che hai una borsa di studio, me ne vuoi parlare?

Ho fatto la domanda per la borsa di studio in Università (che va fatta generalmente prima di settembre), consegnando ISEE e stato di famiglia. Nel mio caso, non devo pagare l’iscrizione ma solo le tasse (156 euro, penso che sia standard per tutti), e con la borsa di studio ho un pasto incluso al giorno presso la mensa. La borsa di studio è aperta a studenti locali ed internazionali. Per mantenerla, ovviamente devo dare gli esami e avere un numero specifico di crediti. Ho saputo subito della possibilità di fare domanda, già da quando ho deciso di fare questo corso. Dura un anno, ma posso rifare la domanda anche per il mio secondo anno di studi.

Mensa

COSTO DELLA VITA

È costoso studiare in Italia?

Direi che dipende dalla città. Pavia è una città piccola e studentesca ed è economica rispetto a Milano. Io spendo 400/450 euro al mese al massimo, 500 in periodi di festa. Tutto incluso. Poi dipende da dove vai a fare la spesa. 

Ah, con l’Università possiamo avere accesso all’UniPass, con soli 20 euro all’anno posso muovermi per tutta la città. Pavia è molto economica secondo me, in centro ad esempio, posso prendermi una buona pizza per 10 euro e fanno spesso gli sconti agli studenti per gli aperitivi.

VITA IN ITALIA

Che cosa ti piace della tua vita in Italia?

Il cibo è really amazing…e la passione che le persone hanno per il cibo e per il vino. Non ho mai conosciuto un italiano che non mi abbia parlato di quanto sia buono il vino o la pasta. Gli italiani poi sono molto amichevoli. Si dice che gli Europei siano distanti e che vogliano stare tra di loro, ma ho conosciuto molti italiani che vogliono parlare e interagire con gli studenti internazionali. Ho più amici internazionali (non per forza indiani) che italiani, penso che sia più facile. 

First Snow. Pavia. Italy

E cosa non ti piace?

La burocrazia, sono indiana e non dovrei dire che le cose sono lente, ma sono davvero lente.

Hai mai sentito una forte differenza culturale?

Mi vedo diversa da alcune persone ma mi sono sempre posta con una mentalità aperta. La differenza la vedi nelle piccole cose. Stavo parlando con la mia coinquilina qualche giorno fa di questa cosa. Mi ha confessato che all’inizio lei pensava che le cose sarebbero state “diverse” nell’avere una coinquilina indiana, ma ha detto che nel giro di poco si è proprio dimenticata da dove venissi. Sui mezzi pubblici ogni tanto le persone anziane ti guardano con curiosità…ma non la prendo sul personale.

Karwar, casa di Shraddha.

Che cos’ha detto la tua famiglia della tua scelta di studiare in Italia?

Mia mamma è sempre stata contenta che io continuassi i miei studi e in India non è molto comune che le famiglie supportino l’educazione delle figlie, soprattutto se si trasferiscono all’estero. Se potesse scegliere, ovviamente mi vorrebbe in India ma non mi ha mai detto “non dovresti farlo!”

Come pensi che la cultura Indiana ed Italiana siano simili?

Gli italiani e gli indiani si riconoscono ovunque! Gli italiani, come gli indiani parlano a voce alta, sembra quasi che urlino. Ed io lo dico sempre:

quando sento del rumore accanto a me mi sento a casa.

E l’amore per la famiglia…e l’ossessione per il cibo!

E come le due culture sono diverse?

Prima di venire in Italia pensavo che gli italiani fossero molto religiosi, ma non ho mai conosciuto un cattolico in italia. La maggior parte mi dice che sono “atei” ed è una cosa molto curiosa per me. 

Riesci a trovare cibo indiano?

Sì, anche se devo dire che ho smesso di cucinare cibo indiano perché mi trovo meglio a farmi una pasta veloce! Ci sono dei negozietti con prodotti Indiani e del Bangladesh dove vendono le spezie e mi trovo bene. 

La mia pasta preferita è la carbonara! 

Ho scoperto da poco che i sughi pronti sono buonissimi! Il pesto rosso è il mio preferito! È così semplice! Una delle mie coinquiline ha la passione per i formaggi ed ogni giorno ne provo uno nuovo.

La pizza preferita di Shraddha.

Hai mai avuto problemi nel comunicare non parlando italiano?

Se vado al supermercato o al ristorante, riesco a farcela, ma non riesco a sostenere una conversazione. Esco sempre con almeno qualcuno che sa parlare italiano, quindi è facile. Uso tanto Google Traduttore. Vivo con 3 ragazze italiane e loro parlano inglese, non benissimo ma ci capiamo.

Hai una parola preferita in italiano?

Gli italiani mi insegnano le parolacce, non capisco perché! Ma la mia espressione preferita è…

“che schifo!” 

Rido.

Cosa pensano gli italiani dell’India e degli Indiani?

Al primo giorno di corso, questo ragazzo italiano bellissimo si siede vicino a me ed iniziamo a fare conversazione, sai le tipiche cose che si dicono:

“come ti chiami da dove vieni…”

io gli ho detto :

“India”

e lui…

“hanno dell’ottimo fumo lì!”

“Oddio, penso di sì”.

I miei amici italiani pensano che in India si balli sempre. Una volta un amico mi dice:

“so una cosa dell’India. Tunak Tunak!”

…che è una canzone del Punjab, diventata famosa come meme. E che mangiamo piccantissimo. Al supermercato c’è sempre questa spezia che si chiama “Curry” ma il curry non è una spezia! Alla fine è solo curcuma e sa di Maggi (noodles) al masala.

Non metto il link ma siete liberi di googlare 🙂

Ora ti faccio la domanda più odiata dagli studenti in Italia:

Quali sono i tuoi piani dopo la laurea? Pensi di rimanere in Italia?

Voglio fare il dottorato di ricerca ed ora sto cercando diverse opportunità. Non sono molto sicura di rimanere in Italia, ma sono sicura che voglio stare in Europa. Mi piacerebbe esplorare qualche altro paese.

Consiglieresti l’Italia agli studenti indiani?

Io consiglierei di focalizzarsi sul corso più che sul paese, ma consiglierei di stare in Europa. C’è anche la possibilità di viaggiare molto. Ho visitato Milano e Venezia ma purtroppo poi la pandemia è iniziata. L’estate scorsa sono andata in Europa dell’Est ed è stato bellissimo.

Io rifarei sicuramente la mia scelta. 

Shraddha in un bellissimo sari.

Vi ringrazio per aver letto fin qui. Ringrazio Shraddha per la disponibilità. Buona fortuna!

[Per informazioni sull’immigrazione in Italia, consultate sempre il sito della Farnesina e delle Ambasciate nel paese di riferimento.]

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